Per creare un sito WordPress multilingua ci sono vari metodi, più o meno complessi, ciascuno con pregi e difetti. In questo articolo ti darò una panoramica dei metodi che potresti utilizzare, e ti illustrerò come realizzare un sito WordPress multilingua nella pratica, con quello che personalmente ritengo una buona soluzione, semplice e rapida.
Indice
Fattori da considerare
Realizzare un sito multilingua in WordPress non è una passeggiata. I fattori da tenere in considerazione sono molti ed è bene spendere molto tempo inizialmente per capire ciò che si vuole realmente, piuttosto che perderne molto ma molto di più in futuro.
Dominio di secondo livello, terzo livello o sottocartella?
Questa è la prima vera scelta a cui devi prestare molta attenzione e può pregiudicare il futuro del tuo lavoro.
Il dominio di secondo livello è il classico www.dominio.com (dominio è il dominio di secondo livello, .it è il dominio di primo livello), che può essere sotto ad un dominio di primo livello di tipo globale (.com, .net, .eu) o nazionale (.it, .fr, .de).
Il dominio di terzo livello è un sotto-dominio del dominio principale, ad esempio sotto-dominio.dominio.com.
La sottocartella fa sempre parte del dominio principale e si trova dopo di esso nell’URL: ad esempio può essere www.dominio.com/sotto-cartella/.
Facciamo finta che vuoi realizzare un sito in inglese ed in italiano.
Un dominio o più domini?
Per prima cosa, devi scegliere se acquistare più domini di primo livello oppure uno solo. Più domini di primo livello (ad esempio .com e .it) sono una buona soluzione.
Il .com è un dominio globale, quindi facilmente indicizzabile dai motori di ricerca in tutto il mondo e gradito anche agli occhi degli utenti non italiani.
Il .it è un dominio prettamente locale italiano, quindi facilmente indicizzabile in Italia (un po’ meno all’estero) e ben visto dagli utenti italiani.
Il lato negativo è che avrai dei costi maggiori, dovrai acquistare due o più domini, e non sempre un dominio costa solo 8€ all’anno…
Personalmente preferisco scegliere un solo dominio globale, il .com è il migliore (a livello psicologico), e poi impostare tramite gli strumenti del Google Webmaster Tools la destinazione geografica per l’intero dominio e per le eventuali sottocartelle e i domini di terzo livello.
Sottocartella o dominio di terzo livello?
Ora nasce il gran dilemma: sottocartella o domini di terzo livello?
La risposta (da vero ingegnere :)) è: dipende.
Il dominio di terzo livello è considerato dai motori di ricerca come un dominio indipendente. Non riceverà alcun beneficio in termini di PageRank, TrustRank e di posizionamento dal dominio principale.
La sottocartella invece, non è considerata come dominio indipendente dal dominio principale, per cui sfrutta tutto ciò che ha di buono il dominio principale (gli viene passato un po’ di PageRank, TrustRank e si posizionerà in tempi più rapidi), ma anche eventuali aspetti negativi! Se per qualche motivo la sottocartella viene penalizzata, anche il dominio principale subirà la penalizzazione!
Quindi?
Il mio consiglio è di utilizzare le sottocartelle, mi sembrano più eleganti ma soprattutto guadagnano tutto ciò che ha di buono (e di cattivo, non te lo dimenticare) il dominio principale e si posizionano in tempi minori. Se i contenuti dovessero essere completamente diversi da quelli del dominio principale, allora eviterei le sottocartelle e sceglierei i domini di terzo livello, così che i motori di ricerca riescano a separare bene la categoria dei siti (cosa sempre più importante per comparire nei risultati di ricerca desiderati).
Per quanto riguarda un discorso prettamente SEO, a mio parere le parole chiave presenti nel nome del dominio di terzo livello hanno quasi lo stesso peso di quelle presenti nella sottocartella, anche se vengono mostrate all’inizio dell’URL. Quello che fa la differenza, è il nome del dominio principale. Per cui, non decidere se utilizzare la sottocartella o il dominio di terzo livello in base alla parola chiave, ma concentrati sulla tematica dei contenuti e sui risultati che vuoi ottenere.
Dominio principale: homepage statica, redirect automatico o lingua principale?
Hai deciso tra sottocartella e dominio di terzo livello? Bene.
Ora c’è un nuovo problema -.-
Creare una homepage statica che permetta la selezione della lingua, creare un redirect automatico in base alla lingua del browser o dell’indirizzo IP oppure mostrare il sito con lingua principale?
Personalmente, non mi piacciono le homepage che hanno il solo scopo di far scegliere la lingua, nè tantomeno i siti che effettuano il redirect automatico (come fa Google), ma sono gusti personali. Odio in particolar modo il redirect automatico, perchè se io volessi vedere il sito in lingua inglese, non capisco il motivo per cui dovrei essere reindirizzato su quello in italiano. È molto fastidioso!
Per cui il mio consiglio è quello di mostrare direttamente il sito con la lingua principale e mostrare le altre lingue come se fossero delle sottocartelle (tramite plugin in una sola installazione di WP, come spiego più avanti) oppure di creare delle sottocartelle per le altre lingue (se vuoi avere più installazioni di WP).
Tieni bene a mente che per ogni lingua ci sono dei nomi internazionali, i cosiddetti country code, formati da due sole lettere (non tre). Ad esempio, per l’italiano è it, per il francese è fr, per l’inglese è en, e così via.
Riprendendo l’esempio iniziale, volendo creare un sito in lingua italiana (principale) ed inglese (secondaria) su un dominio globale (.com) otterrò questo risultato:
- www.dominio.com/ : per il sito in italiano
- www.dominio.com/en/ : per il sito in inglese
Se il sito inglese dovesse presentare contenuti differenti da quello in italiano, allora otterrò:
- www.dominio.com/ : per il sito in italiano
- en.dominio.com/ : per il sito in inglese
Se invece hai un dominio nazionale (.it) e volessi avere una sezione in inglese, be’, sappi che non è il massimo. Avrai difficoltà nel farla indicizzare bene (ma si può fare) e l’utente inglese non è abituato a leggere il .it nel dominio… non credo proprio che daresti una bella impressione (al primo impatto). In questo caso, il risultato sarà:
- www.dominio.it/ : per il sito in italiano
- www.dominio.it/en/ : per il sito in inglese
Più installazioni o una sola
Tornando ai fattori da considerare prima di creare un sito multilingua, è importante capire se si vogliono utilizzare differenti installazioni di WordPress per ogni lingua oppure usarne una sola.
Creare differenti installazioni per ogni lingua ha sicuramente il vantaggio di separare tutti i contenuti ed avere un pieno controllo della gestione dei singoli siti. In WordPress ora è possibile gestire un network di siti (il vecchio WP MU multisite), quindi basta aggiornare una sola volta sia WP che il tema… ma per tutto il resto? È un gran lavoro di gestione aggiuntivo con relativa perdita di tempo!
Per questo motivo preferisco indirizzarmi su una installazione sola (se vuoi creare solamente lo stesso sito in diverse lingue), sicuramente hai minor controllo sui contenuti, ma una gestione facilitata e rapida dei siti. Per questo tipo di soluzione, occorre installare uno dei moltissimi plugin che permettono di gestire siti multilingua
Come realizzare nella pratica un sito multilingua
Sicuramente un buon sito multilingua dovrà gestire una traduzione manuale dei contenuti, non automatica (giusto a titolo informativo, per i più pigri, per la traduzione automatica consiglio di utilizzare il Website Translator di Google). La cosa più importante, spesso sottovalutata, è di non inserire mai contenuti di due lingue differenti nello stesso articolo. Nel senso, mai inserire la traduzione dopo il pezzo originale. Manda totalmente in confusione i motori di ricerca! Per cui è buona regola separare ogni traduzione dal contenuto originale.
Per questo scopo, consiglio due ottimi plugin, WPML (a pagamento) e qTranslate (gratuito).
WPML è il miglior plugin per la gestione dei contenuti multilingua in assoluto, attualmente al prezzo di 79$. Permette la gestione della traduzione per l’intero sito, anche per i commenti! Offre anche un servizio a pagamento di traduzione professionale dei contenuti. Se sei interessato, ho selezionato alcuni tra i migliori temi predisposti per WPML.
Le traduzioni vengono salvate in campi differenti dai post originali all’interno del database, questo permette una migliore gestione dei contenuti. Anche le singole immagini, vengono associate al post di una lingua precisa, e non a quello della lingua originale, così da gestire in maniera ottimale le immagini ed i file. Inoltre, data la popolarità del plugin, permette una perfetta integrazione per la traduzione dei contenuti di molti altri plugin popolari.
qTranslate è il miglior plugin gratuito per la gestione dei contenuti multilingua in WordPress. Questo plugin è molto semplice da utilizzare, alla portata di tutti… per questo motivo, ho deciso di mostrare come creare un sito multilingua con WordPress usando qTranslate.
Creare un sito multilingua con WordPress usando qTranslate
Dopo aver installato il plugin qTranslate, noterai che il tuo pannello di amministrazione è in inglese, non ti spaventare 🙂 Vai su Settings > Languages > . Nel caso volessi impostare la lingua italiana come primaria e inglese come secondaria, clicca sul link enable a fianco della bandierina italiana e su disable delle lingue che vuoi disabilitare (tedesco e cinese immagino).
Ora seleziona come lingua di default in Default language l’italiano (1). Salva, vai sulla Bacheca di WP e ritorna nelle impostazioni del plugin per vedere tutto in italiano.
Seleziona espandi le Impostazioni Avanzate e seleziona Usa Modalità Pre-Path (Default, inserisce /it/ all’inizio dell’URL) come mostrato al punto (2) e se hai problemi con la visualizzazione delle date, seleziona Usa strftime invece di date come mostrato al punto (3). Quando hai finito, salva le modifiche.
Ora è arrivato il momento di scrivere un nuovo articolo, come hai sempre fatto (o quasi). Vai su Articoli > Aggiungi nuovo > :
Inserisci il titolo in italiano (4), in inglese (5) e il testo dell’articolo nell’apposito campo. Con (6) e (7) puoi selezionare la lingua corrispondente, in questo caso italiano o inglese. Semplice, comodo e veloce! Quando hai finito, Pubblica l’articolo
Ora devi mostrare in homepage le bandierine/testo che danno la possibilità all’utente di cambiare autonomamente lingua. Per far questo, vai su Aspetto > Widget > e trascina nella sidebar o dove vuoi che venga mostrato, il widget qTranslate Scelta linguaggio.
Io preferisco mostrare sia il testo che le bandierine, ma è indifferente.
Vai pure a vedere il risultato… Questo è quello che vedo io, nel sito in italiano ed inglese
Bello vero? Gestisce molto bene i contenuti nelle due lingue, ma non noti niente di strano? Il permalink!!! Dannazione, è in italiano anche per la lingua inglese.
Ma non disperare, con WordPress, per ogni problema, c’è una soluzione 🙂
Installa il plugin qTranslate slug with widget, che inserirà due campi sotto ad ogni pagina di modifica dell’articolo, dove potrai inserire il permalink (o meglio, la parte finale del permalink (Slug)) in lingua inglese (o quella che vorrai te):
Come vedi, io ho inserito solamente lo Slug in inglese, chiamandolo how-create-wordpress-site-multilingual. Lo Slug lo devi creare te a mano, per questo motivo segui questi brevi consigli.
- metti le parole chiave più importanti all’inizio
- separa le parole con dei trattini
- non usare maiuscole
- non usare simboli, punteggiatura, accenti, apostrofi, apici, ecc
- non inserire gli articoli come un, il, la, ecc
Ecco il risultato:
Ottimo, non trovi? Ora è anche ottimizzato per i motori di ricerca!
È tutto finito? Non ancora… non abbiamo ancora visto come funziona qTranslate con i commenti (forse era meglio non vederlo :))
Quando l’utente lascia un commento nel sito in inglese, viene catapultato subito dopo nel sito in italiano… non è molto bello, ma è pur sempre un plugin gratuito!
Se noti, i commenti sono misti, cioè vengono mostrati sia quelli in inglese che quelli in italiano, non va bene!
Installa il plugin qTranslate Separate Comments, che permette di gestire la lingua dei commenti, puoi decidere se mostrarli per il sito in italiano od in inglese.
Per ogni commento lasciato su qualunque versione del sito, potrai scegliere di mostrarlo in una sola versione, ad esempio o nel sito in lingua italiana o in quello inglese. Come? Cliccando su Modifica (commento):
In questo modo eviterai di avere una duplicazione dei contenuti ed in più non ci saranno lingue mischiate nella stessa pagina!
Dì la tua
Hai dei suggerimenti da dare agli altri utenti su come utilizzare qTranslate al meglio o come sfruttare altre funzionalità aggiuntiva? Lascia pure un commento qui sotto!











